Nathalie Du Pasquier - Le Mie Credenze

 

20 October - 12 November

Opening 20 October 18.30 - 21.30

 

Progetto inedito, nasce con l’interesse di raccontare il processo creativo che sta dietro alla realizzazione delle opere, valorizzandone così il percorso rispetto al punto d’arrivo. 

Le Mie Credenze, gioca sull’ambivalenza semantica ed etimologica del termine. In primis la parola credenza viene associata ad una funzione pratica che riporta al Medioevo, dove si utilizzava il termine per descrivere l’atto di fare assaggiare ai coppieri le bevande prima di servirle ai loro signori, per veri care che le bevande non fossero state avvelenate. Altrettanto il termine esprime l’atto di credere, e quindi la credenza intesa come convinzione, ovvero riferimenti e immaginari sui quali fondare pensieri, aspirazioni, progetti. 

Ambivalente anche la selezione delle opere: oggetti di uso quotidiano sono posti in relazione diretta con frammenti o repliche di opere originali. Quello che si viene a creare è un flusso circolare e paritetico tra elementi di differente origine e natura, dando origine ad una tensione tra ciò che è vero ed originale e ciò che è rappresentato. L’utilizzo della tecnica trompe l’oeil, per la realizzazione di credenze fittizie stimola l’osservatore a superare la scissione tra elementi inerenti alla sfera del reale con quelli di tipo immateriale per ottenere un corpo di lavori complessivo organico. 

Intenzione di fondo è quella di ricreare uno spazio che possa enfatizzare lo studio come luogo di ricerca tramite una lettura critica degli elementi esposti e la loro collocazione all’interno di MEGA. 

Una selezione vagliata di immagini ed oggetti disposti nelle spazio dove si instaura un gioco di suggestioni tra materia e illusione creando così un rapporto dicotomico tra la raccolta sica di oggetti e quella ibrida e immateriale del pensiero.

 

 

The new project of the artist was born with the interest of narrating the creative process behind the realization of her works, as well as to enhance its path instead of the final“destination”.  Le Mie Credenze, semantically and etymologically talking, plays on the ambivalence of the term. Firstly the word Credenze (belief) is associated with a practical function from the times of the Middle Ages, the act of the cupbearer tasting the drinks before serving them to their lords, to verify that the drinks were not poisoned.

Secondly, the term expresses the act of believing and therefore Credenza (belief) understood as faith, the references and imagery on which Nathalie du Pasquier bases her thoughts, aspirations, projects.  Also ambivalent is the selection of the works: everyday objects are placed in direct relation to fragments of original art pieces.

A circular and equal flow between elements of different origin and nature, generating a tension between what is true and original and what is represented. The use of the trompe l'oeil technique, for the realization of fictitious sideboard stimulates the observer to overcome the division between elements inherent to the real sphere with those immaterial for obtaining a total organic body work.  The underlying intention is to create a space that can emphasize the study as a research site through a critical reading of the exposed elements and their placement inside of MEGA. A selection of images and objects arranged in the space establish a suggestive game between matter and illusion thus creating a dichotomous relationship between the physical collection of objects and the hybrid and immaterial thought.