Nicola Martini e Jacopo Menzani

 

14 aprile 2018 - 28 aprile 2018

Opening 14 aprile 2018 - 18:30

MEGA off-site c/o The Lift - Via Marco Aurelio 64, Milano 

In occasione di Miart 2018, MEGA presenta un progetto sviluppato, per questa specifica occasione, da Nicola Martini e Jacopo Menzani. La collaborazione tra i due si incentra su un'indagine speculativa della materia tramite l’utilizzo del mezzo fotografico. Il lavoro rivela un’emergenza di sperimentazione, attraverso un’analisi non mediata, ma istintiva ed improvvisa. Ridefinendo i confini della loro pratica, i due autori si sono ritrovati più volte in uno spazio liminale, un ambito di confluenza e conflitto per materie e linguaggi differenti, muovendosi con curiosità verso qualcosa di ignoto e familiare al tempo stesso. Queste incursioni nella materia utilizzano la fotografia come strumento di documentazione e allo stesso tempo di costruzione dello spazio visivo. Parallelamente, le superfici ritratte rimandano alla all’oggetto scultoreo e ai suoi potenziali. Fotografia e scultura andranno quindi intesi sullo stesso piano ed in continuità, come poli concorrenti ad una sintesi progettuale unitaria in cui le caratteristica di ogni parte si influenzano ed esaltano reciprocamente.

Quest’operazione a quattro mani rappresenta quindi il capitolo iniziale di un processo di ricerca, volto alla scoperta di nuove possibili relazioni tra elementi e linguaggi solo apparentemente impermeabili l’uno all’altro.

 

During Miart 2018, MEGA presents a project by Nicola Martini and Jacopo Menzani developed for this specific occasion. The collaboration between the two authors focuses on a speculative investigation on matter through the use of the photographic medium. The work reveals an emergency on the need for experimentation, through an analysis that is not mediated, but instinctive and sudden. Redefining the boundaries of their practice, the two authors have found themselves several times in a liminal space, a confluence field of conflict because of different subjects and languages, moving with curiosity towards something unknown and familiar at the same time. These incursions into the subject use photography as a tool for documentation and at the same time as a language to construct the visual space. In parallel, the surfaces portrayed refer to the sculptural object and its potentials. Photography and sculpture will therefore be understood on the same level and in continuity, as competing poles with a unitary design synthesis in which the characteristics of each part influence and glorify each other.

This four-handed operation is therefore the initial chapter of a research process, aiming the  discovery of new possible relationships between elements and languages hat are apparently impermeable to each other.