Piero Golia - Finale, Lento Andante

12th of June 2017  

 Opening - 19:30 | h - 19.30-20.30

Il comfort è una questione piuttosto personale. Spesso, a parità di contesto e condizioni, si reagisce e ci si sente in maniera comunque differente l’uno dall’altro. Altrettanto si potrebbe dire dello stare scomodi o non esattamente a proprio agio. Se per alcuni potrebbe corrispondere ad un disagio, per altri potrebbe risultare come un aspetto positivo, uno stimolo, un movente all’azione e alla scoperta di energie ed attitudini sopite. 

Per farsi un’idea di cosa possa essere più o meno confortevole, le strade più plausibili sembrerebbero due: trovarsi a vivere direttamente le situazioni, siano esse positive o avverse, o grazie al resoconto, alla trasposizione orale di qualcuno di cui ci fidiamo o a cui ci sentiamo particolarmente affini per sensibilità ed abitudini, qualcuno sufficientemente abile ad attestare e costruire una realtà rendendola comune e condivisibile.

Finale, Lento Andante è un progetto che, partendo dal rapporto dicotomico tra comfort e uncomfort, tra esperienza diretta e racconto a posteriori, si articola attraverso diversi piani linguistici e segna il termine del lungo soggiorno italiano di Piero Golia.

 

 

Comfort is a rather personal matter. Often, in parity of context and condition, one reacts and feels different from each other. You might also say that you are uncomfortable or not comfortable at all. If for some it may be a struggle, for others it may be a positive aspect, a motivation, a reason to act and the discovery of suitable energies and attitudes.

To get an idea of hat may be more or less comfortable, the most plausible roads are two. On one side living directly the situations, whether they are positive or adverse. Secondly, thanks to the narration through the oral transposition of someone we trust or to whom we feel particularly similar in feelings and habits, someone who is sufficiently capable of attesting and building a reality, making it common and shared.

Finale, Lento Andante is a project that, starting from the dichotomous relationship between comfort and uncomfort, between direct experience and posterior recounting, is articulated through various linguistic plans and marks the end of the long Italian stay of Piero Golia.