Andrea Sala/Diego Perrone - Unghia

Unghia è frutto dell’inedita collaborazione tra Diego Perrone e Andrea Sala. Il progetto nasce dalla volontà dei due artisti di confrontarsi con una disciplina distante dalla loro abituale pratica scultorea: la fotografia, intesa in senso etimologico come abilità del disegnare per mezzo della luce. Nel corso degli ultimi sei mesi, Perrone e Sala si sono dati appuntamento all’interno di camere oscure da loro stessi costruite e allestite; qui hanno preso dimestichezza con i processi chimici dello sviluppo fotografico, cimentandosi nel disegno a mano libera su una serie di supporti fotosensibili per mezzo di una piccola fonte di luce elettrica, anch’essa costruita manualmente. Trasformando quindi il processo stesso in soggetto della rappresentazione, i due artisti si sono avvicendati nel delineare forme solo all’apparenza astratte, che tuttavia alludono proprio agli assunti alla base della loro recente ricerca: l’indagine sullo strumento della scrittura, l’osservazione della tecnica, l’errore come categoria dell’esperienza. Il progetto di “Unghia” si concretizza per la prima volta in una mostra pensata proprio per il nuovo spazio di MEGA, ma mira a non esaurirsi in questa forma e a proseguire nel tempo attraverso ulteriori sperimentazioni in termini di formati, contesti, approcci, e soprattutto collaborazioni—come quella con il fotografo Delfino Sisto Legnani, che contraddistingue questa prima e inaugurale esposizione.

UNGHIA è a cura di MEGA e Nicola Ricciardi

 

 

On the occasion of the 21st edition of miart, MEGA inaugurates its gallery space in Milan with a joint show by Diego Perrone and Andrea Sala, curated by Nicola Ricciardi. The project stems from the desire of the two artists to engage with a discipline far from their usual sculptural practice—that is, photography, or, etymologically speaking, the skill of “drawing with light”. Over a period of six months, Perrone and Sala met in DIY darkrooms where they practiced with photographic processing and then executed a series of freehand drawing on various photosensitive materials by means of a small, handmade source of electric light. Transforming the process into the subject of the representation, the two artists drew forms that are only apparently abstract, but allude to the assumptions underlying their research: the observation as technique, the error as category of the experience, light as primeval language. For this occasion, the project, titled “Unghia” (“Fingernail” in Italian), takes the form of a site-specific exhibition, purposely designed for the new MEGA space, but it aims to continue in time through further experimentation in terms of formats, contexts, approaches, and especially collaborations—like the one with photographer Delfino Sisto Legnani, which marks this first and inaugural show.

UNGHIA is curated by MEGA and Nicola Ricciardi